sábado, 11 de diciembre de 2010

La lentitud com un estar en les coses per assumir-ne encara mès el ritme

E' che mi permetto uno stand-by, ma non sono sicura di saper vivere cosí.
Ci vuole abilità. Pazienza, soprattutto.

In questo periodo (un periodo in cui mi faccio rubare ogni cosa e riesco a perdere un aereo arrivando all'aeroporto 3 ore prima del volo) si mormora una legge che regola gli opposti. Piacere e dolore sono direttamente proporzionali. Per il Buonsenso la vita è un'operazione a somma zero, in cui l'intera gamma del sentire ripiega su un equilibrio nel centro, dove non esistono picchi né baratri ma solo trasparenza e silenzio, solo quiete.

E' una di quelle speculazioni con cui anem tirant, non c'è modo di dimostrarlo. Eppure non mi stupirei se tra 5 o 50 anni ci attaccassero cavi e sensori e spine alle tempie e ai polsi al momento della nascita, e misurassero cosí questo equilibrio emozionale, +1 per il "bene", -1 per il "male" e cosí via fino alla morte (lenta e dolorosa: -1) o al suicidio (razionale, sereno, ragionato: +1) per vedere se realmente la lancetta torna sullo zero.
Ma quante dimensioni esistono tra lo 0 del punto e l'1 della linea? Elevare la variabile a un numero "con la virgola" non può rappresentare la crescita di un albero? Perchè vene e rami e fiumi si somigliano? Riusciremo a metterci d'accordo su cosa sia il bene e cosa il male?
Forse finalmente le dicotomie ci staranno strette e manderemo tutto all'aria.
Le spine, i cavi, il buonsenso, e questa tragica ricerca di equilibrio.

Ieri ero seduta al bar, scrivevo. A fianco a me la frase
"La lentitud com un estar en les coses per assumir-ne encara mès el ritme"